Vantaggi fiscali e patrimoniali per imprenditori
Perché la holding familiare può diventare uno strumento strategico per organizzare, proteggere e tramandare il patrimonio d’impresa
Quando un’azienda cresce, spesso cresce insieme a lei anche la complessità del patrimonio dell’imprenditore. Partecipazioni in più società, immobili, investimenti, utili da reinvestire e, prima o poi, la necessità di affrontare il passaggio generazionale.
È in questo scenario che la holding familiare può assumere un ruolo particolarmente importante.
Non si tratta semplicemente di uno strumento per ottenere un risparmio fiscale. Una holding correttamente progettata può consentire di riorganizzare le partecipazioni societarie, separare maggiormente le funzioni operative da quelle patrimoniali, programmare gli investimenti e preparare il futuro dell’impresa familiare.
Ma cos’è esattamente una holding familiare e quando può essere conveniente costituirne una?
1.Cos’è una holding familiare
Una holding è una società che detiene partecipazioni in una o più altre società.
Nel caso della holding familiare, il controllo della società è riconducibile a una famiglia imprenditoriale e la struttura viene generalmente utilizzata per concentrare e organizzare le partecipazioni nelle diverse aziende del gruppo.
Immaginiamo, ad esempio, un imprenditore che possieda partecipazioni in tre società operative.
Invece di detenere personalmente le quote di ciascuna società, può essere valutata una struttura nella quale le partecipazioni siano detenute da una società holding.
La famiglia possiederà quindi la holding e sarà quest’ultima a partecipare nelle società operative.
Si tratta di una struttura apparentemente semplice, ma che può produrre effetti molto rilevanti dal punto di vista organizzativo, patrimoniale, fiscale e successorio.
2.Perché gli imprenditori scelgono una holding familiare
Le ragioni possono essere diverse e non sono necessariamente legate soltanto alla fiscalità. Va peraltro segnalato come la holding possa a certe condizioni permettere un differimento della tassazione ma certamente non consente salti dii mposta.
Una holding può essere utilizzata per creare una struttura societaria più ordinata, centralizzare determinate decisioni e facilitare la gestione delle partecipazioni.
Può inoltre rappresentare uno strumento utile quando l’imprenditore vuole iniziare a ragionare sul futuro dell’azienda.
In particolare, una holding familiare può essere presa in considerazione per:
concentrare le partecipazioni societarie della famiglia;
razionalizzare la struttura di un gruppo di imprese;
gestire in maniera coordinata dividendi e investimenti;
programmare il passaggio generazionale;
definire più chiaramente la governance familiare;
agevolare determinate operazioni di riorganizzazione;
separare, quando la struttura lo consente, attività operative e funzioni patrimoniali.
La convenienza deve però essere valutata caso per caso.
3.Holding familiare e vantaggi fiscali: cosa bisogna sapere
L’aspetto fiscale è sicuramente uno dei temi che genera maggiore interesse.
Tuttavia, parlare genericamente di “vantaggio fiscale della holding” può essere fuorviante. Il trattamento dipende dalla struttura societaria, dalle partecipazioni possedute, dalle operazioni effettuate e dalla normativa applicabile nel momento in cui vengono realizzate.
Uno degli aspetti centrali riguarda, ad esempio, la gestione dei dividendi ricevuti dalle società partecipate.
La disciplina fiscale italiana prevede il regime pex per I dividend percepiti da società di capitali.
pesso si assiste sui social al dilagare di messaggi sensazionalistici che millantano la possibilità di evitare la tassazione dei dividendi. Altre volte si demonizza la holding come una struttura abusiva. Si tratta di un mito o di una realtà?
È particolarmente importante evitare di progettare una holding basandosi esclusivamente su percentuali o vantaggi fiscali letti online: la situazione deve essere analizzata sulla base della normativa vigente e delle caratteristiche concrete del gruppo.
4.Utili: distribuire oppure reinvestire?
Questo è uno dei punti più interessanti per l’imprenditore.
Una famiglia imprenditoriale potrebbe non avere l’esigenza di prelevare personalmente tutti gli utili generati dalle società operative.
Una parte delle risorse può essere destinata a nuovi progetti, acquisizioni, partecipazioni o altri investimenti.
In presenza di una holding, la gestione finanziaria del gruppo può essere organizzata in maniera più strutturata, permettendo di ragionare non soltanto sulla singola azienda, ma sul patrimonio imprenditoriale nel suo complesso.
L’obiettivo non dovrebbe quindi essere semplicemente “pagare meno imposte”, ma capire come utilizzare in maniera più efficiente le risorse prodotte dalle aziende.
5.Holding e cessione delle partecipazioni
Un altro tema rilevante riguarda la possibile futura vendita di una società o di una partecipazione.
La disciplina italiana prevede regole specifiche per la tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni. Per le persone fisiche, ad esempio, trova applicazione l’imposta sostitutiva del 26% .
Quando invece le partecipazioni sono detenute nell’ambito di una struttura societaria possono entrare in gioco regimi differenti, compresa, quando ne ricorrono tutti i presupposti, la disciplina della Participation Exemption (PEX).
È uno dei motivi per cui un’eventuale operazione di vendita dovrebbe essere pianificata con largo anticipo.
Creare una holding immediatamente prima di una cessione, pensando che sia sufficiente per ottenere automaticamente un beneficio fiscale, può infatti essere una strategia completamente sbagliata.
6.Holding familiare e protezione del patrimonio
Accanto alla fiscalità troviamo un secondo grande tema: la gestione del rischio patrimoniale.
L’imprenditore tende spesso a generare nel corso degli anni attività molto diverse tra loro.
Azienda, immobili, liquidità, partecipazioni e investimenti possono finire all’interno di una struttura che non è più adeguata alla dimensione raggiunta dal patrimonio.
Una riorganizzazione societaria può consentire di creare una maggiore distinzione tra alcune attività e di rendere più leggibile l’organizzazione patrimoniale.
È però importante non confondere questo concetto con una protezione assoluta.
La holding non rende automaticamente il patrimonio inattaccabile, né può essere utilizzata per sottrarre beni ai creditori o eludere obblighi esistenti. La tutela patrimoniale deve essere preventiva, lecita e inserita all’interno di una pianificazione più ampia.
7.Holding familiare e passaggio generazionale
Probabilmente è proprio nel passaggio generazionale che la holding familiare esprime una delle sue funzioni più interessanti.
Senza una pianificazione preventiva, alla morte dell’imprenditore le partecipazioni possono essere trasferite a più eredi.
Il risultato potrebbe essere una frammentazione del controllo societario.
Immaginiamo un imprenditore con tre figli e partecipazioni in diverse aziende. Con il passare delle generazioni, il numero dei soci può aumentare ulteriormente e le decisioni diventare progressivamente più complesse.
La holding può permettere di concentrare le partecipazioni delle società operative in un unico livello societario.
Gli eredi potranno quindi partecipare alla holding secondo modalità definite in anticipo, mentre il controllo delle aziende sottostanti potrà essere organizzato attraverso una governance specifica.
8.Non tutti gli eredi devono necessariamente fare gli imprenditori
Questo è uno degli aspetti più delicati nelle aziende familiari.
Un figlio potrebbe lavorare nell’impresa da vent’anni.
Un altro potrebbe avere intrapreso una professione completamente diversa.
Un terzo potrebbe essere interessato esclusivamente alla componente patrimoniale.
Trattare queste tre situazioni nello stesso modo non è necessariamente la scelta migliore.
Attraverso una corretta pianificazione è possibile valutare strumenti che consentano di distinguere proprietà, controllo e gestione dell’impresa, cercando al tempo stesso di preservare gli equilibri familiari e i diritti dei diversi soggetti coinvolti.
La holding può essere uno degli strumenti di questa strategia, eventualmente insieme ad altri istituti come il patto di famiglia, il trust o specifiche previsioni statutarie.
9.Holding e governance: decidere oggi le regole di domani
Costituire una holding significa anche poter riflettere sulla governance.
Chi prenderà le decisioni? Quali operazioni richiederanno maggioranze particolari? Come verranno distribuiti gli utili? Come potrà entrare la nuova generazione? Cosa accadrà se un familiare vorrà vendere la propria partecipazione?
Sono domande che molte famiglie affrontano soltanto quando nasce un problema.
Una pianificazione efficace cerca invece di affrontarle prima che il problema si presenti.
Statuto, patti parasociali e struttura societaria possono essere coordinati per creare regole chiare e ridurre il rischio di conflitti futuri.
10.Holding pura e holding operativa: qual è la differenza?
Non tutte le holding sono uguali.
Una holding pura svolge principalmente la funzione di detenere e gestire partecipazioni.
Una holding operativa, invece, può affiancare alla gestione delle partecipazioni anche altre attività.
La scelta tra le diverse configurazioni dipende dagli obiettivi dell’imprenditore, dalla composizione del gruppo e dalle attività che si intendono concentrare nella società.
Non esiste quindi un modello di holding familiare valido per ogni impresa.
11.Quando può essere utile valutare una holding familiare?
La costituzione di una holding merita particolare attenzione quando:
l’imprenditore possiede partecipazioni in più società;
l’impresa genera utili che vengono frequentemente reinvestiti;
sono previste nuove acquisizioni o investimenti;
esiste un patrimonio imprenditoriale significativo;
si sta preparando l’ingresso dei figli nell’azienda;
è necessario riorganizzare un gruppo societario;
si vuole pianificare una futura cessione;
proprietà e gestione dell’impresa stanno diventando più complesse.
Al contrario, per strutture molto semplici la costituzione di una holding potrebbe comportare costi amministrativi e gestionali non giustificati dai benefici ottenibili. Ovviamente non si possono fare delle generalizzazioni.
12.Quanto costa una holding familiare?
È una domanda inevitabile, ma non esiste un costo unico.
Bisogna considerare la costituzione della società, la contabilità, gli adempimenti fiscali, la gestione societaria e soprattutto le eventuali operazioni necessarie per trasferire o conferire le partecipazioni nella nuova struttura.
Il punto corretto non è quindi chiedersi soltanto quanto costa creare una holding, ma quale beneficio organizzativo, patrimoniale e fiscale può produrre nel medio-lungo periodo.
Se il costo della struttura supera i vantaggi ottenibili, probabilmente la holding non è lo strumento adatto.
13.Una holding non dovrebbe nascere soltanto per risparmiare sulle imposte
Questo è forse il concetto più importante.
Una holding familiare efficace dovrebbe nascere da una strategia imprenditoriale e patrimoniale, non dalla ricerca di una scorciatoia fiscale.
Prima di costituirla è necessario analizzare la struttura attuale delle partecipazioni, il patrimonio della famiglia, le prospettive delle società, gli investimenti futuri, la presenza di eredi, gli obiettivi dell’imprenditore e le possibili operazioni straordinarie previste negli anni successivi.
Solo dopo questa analisi è possibile stabilire se la holding rappresenti realmente la soluzione più efficiente.
14.Conclusioni
La holding familiare può essere uno strumento estremamente utile per gli imprenditori che vogliono guardare oltre la gestione quotidiana dell’azienda.
Può aiutare a organizzare le partecipazioni, pianificare gli investimenti, strutturare la governance e preparare il passaggio generazionale, oltre a offrire opportunità fiscali quando sussistono i requisiti previsti dalla normativa.
La vera domanda, quindi, non è semplicemente “conviene creare una holding?”.
La domanda corretta è: quale struttura societaria è più adatta agli obiettivi dell’imprenditore e della sua famiglia nei prossimi dieci o vent’anni?
È da questa analisi che dovrebbe partire ogni progetto di riorganizzazione patrimoniale e societaria.
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Avvocati Tributaristi: Per la gestione del rischio fiscale e la pianificazione di gruppi d’imprese.
Responsabili Amministrativi e CFO: Di gruppi industriali che necessitano di presidiare gli adempimenti SID/REI.
Notai: Coinvolti nelle operazioni di conferimento, scissione e patti di famiglia.



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